NON ESISTONO PIANI B

C’è un consiglio che diamo spesso ai giovani atleti: "Tieniti pronta un’alternativa". Lo chiamiamo buonsenso. Eppure, osservando chi ce la fa davvero, mi chiedo se quel paracadute non sia, in realtà, la prima causa del fallimento del Piano A.

L’ipotesi è semplice: non esistono Piani B. O meglio, non dovrebbero esistere nella testa di chi punta all’eccellenza.

Una questione di interferenze

Il punto non è la prudenza, e nemmeno la paura di cadere. Il punto è l’integrità dell’impegno. Se nel retro della mente conservi l’idea che esista una via d'uscita — un percorso magari meno faticoso o capace di portarti "quasi" nello stesso posto — quel pensiero diventa un’interferenza.

Ogni grammo di energia mentale speso a pensare al Piano B è un grammo tolto alla spinta verso l’obiettivo principale. Il "Piano B" non protegge il Piano A; lo sabota.

Non si fallisce, si ricalibra

In questa visione, il concetto di fallimento scompare. Se accetti che il percorso sia fatto solo di vittorie o di apprendimento, il Piano B smette di avere senso come "rete di sicurezza".

Se il programma non funziona, non hai bisogno di un’alternativa: hai bisogno di dati per correggere l’unico piano che hai. E se un giorno decidi, con consapevolezza e onestà, che la strada deve cambiare, allora quella non sarà una caduta nel Piano B. Sarà la nascita del tuo nuovo Piano A.

La motivazione del vicolo cieco

Mi chiedo se la determinazione feroce che vediamo nei professionisti non nasca proprio da questa assenza di uscite secondarie. Quando sai che quella è l'unica via possibile, la fatica smette di essere un'opzione e diventa una condizione biologica. Il sacrificio non è un peso, ma il pedaggio necessario.

Forse arrivano in cima non quelli che hanno più talento, ma quelli che hanno avuto il coraggio di chiudere a chiave ogni altra porta.

È un’idea estrema, forse. Ma è possibile dare tutto se sappiamo di avere comunque un posto dove rifugiarci se le cose si fanno troppo dure? O forse, per vincere davvero, bisogna accettare che fuori da quel programma, per noi, non esista nient’altro?

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