VIVERE NEL MOMENTO
C'è un equivoco sottile quando parliamo di "vivere nel momento". Spesso lo confondiamo con una sorta di rassegnazione, come se dovessimo semplicemente sederci e lasciare che la vita ci accada. Ma la vera chiave non è l'inazione. La chiave è imparare a prendere ciò che viene esattamente per quello che è, spogliato dal peso di ogni anticipazione, che sia essa carica di speranza o intrisa di paura.
Eppure, dire semplicemente "svuotiamoci dalle aspettative" rischia di tradire la nostra stessa natura. L'essere umano è, per sua natura, un costruttore. Pensiamo allo sport: un atleta si allena per mesi, sacrifica tempo ed energie per prepararsi a una singola, decisiva sfida. Non c'è nulla di sbagliato in questo. Il prepararsi fa parte di noi.
L'errore non sta nella preparazione, ma nella direzione verso cui rivolgiamo questo sforzo.
Finiamo per soffrire quando crediamo che la nostra preparazione serva a dominare l'evento esterno. Ci illudiamo che allenarci, studiare o pianificare serva a piegare il futuro al nostro volere. Ma la gara, il colloquio, la reazione di chi amiamo, la vita stessa: tutto questo resta per sua natura inconoscibile e indomabile fino all'istante esatto in cui si manifesta.
Se ci prepariamo solo in funzione di un ostacolo là fuori, diventiamo schiavi di ciò che non possiamo controllare. Viviamo nell'ansia, nell'anticipazione continua.
La vera preparazione ha un fine completamente diverso: avviene sempre e solo in riferimento alla creazione di un sé migliore.
Sudiamo, cadiamo e ci rialziamo non per controllare il mondo, ma per elevare il nostro baricentro. È un atto di scultura interiore. Quando un atleta si allena, sta forgiando la propria disciplina, la propria resistenza, la propria solidità emotiva e sentimentale. Sta diventando una persona nuova.
Quando sposti l'attenzione dall'evento che ti aspetta al lavoro interiore che stai compiendo, l'ansia crolla. Non ti chiedi più con terrore: "Cosa succederà domani?". Ti chiedi, con tranquilla fierezza: "Chi sarò io, domani, quando tutto questo accadrà?".
Vivere nel presente, allora, è proprio questo. È essere così radicati nel lavoro quotidiano su se stessi da poter accogliere l'imprevisto senza scomporsi. Quando ti sei allenato a essere la versione migliore di te, non hai più bisogno di anticipare il futuro. Perché la tua forza non deriva più dalla folle pretesa di indovinare cosa ti aspetta là fuori, ma dalla quieta consapevolezza di essere pronto.

