COSA HO IMPARATO QUEST’ANNO

“you won’t find two races more different. man versus course and man versus himself. the barkley is a test of can you do it. the backyard is whether you will do it.” (The Endurance Artist: Lazarus Lake, the Barkley & a Race with No End, by Jared Beasley)

La combo potenzialmente fatale Vigilia-Natale-SantoStefano che mette alla prova anche i veterani dei matrimoni partenopei, è ormai alle spalle. Un po’ provati ma fieri di essere sopravvissuti anche quest’anno, tra i sensi di colpa, una tombola e il richiamino di lasagne, tiriamo le somme di ciò che è stato. Questo è anche quel momento dell’anno in cui solitamente si redige la lista dei buoni propositi per l’anno che verrà. 

Il picco di iscrizioni nelle palestre è Gennaio. Febbraio è invece il mese con il più alto tasso di abbandoni nelle palestre. Non è quasi mai il proposito di per sé ad essere sbagliato ma come viene formulato. Quest’anno è stato intenso in tanti modi diversi e ho avuto la possibilità di riflettere su temi fondanti per il mio percorso e acquisire maggiore consapevolezza su cosa sia funzionale alla sua realizzazione. C’è stata una domanda, su tutte, che ha guidato questa ricerca, ed è arrivata, non per caso, da una Guida, da una Maestra, che durante una sessione mi ha chiesto: che cosa hai imparato?

Che cosa ho imparato quest’anno, (non crederai mai alla numero 15):

  1. Giudicare è umano, ma sospendere il giudizio verso gli altri e verificare assieme agli altri è un superpotere. Offre la libertà di decidere se rimanere con l’opinione che ci siamo fatti o cambiarla;

  2. Esprimere un giudizio sul proprio operato utilizzando il filtro funzionale/non funzionale invece che giusto/sbagliato risulta essere un approccio più utile per il raggiungimento dei nostri obiettivi;

  3. Quando ci poniamo obiettivi che hanno un significato all’altezza dei nostri sentimenti, ci mettiamo nella condizione ideale per poter essere felici; 

  4. Non si tratta di scalare una montagna più velocemente, ma di chiedersi se quella è davvero la montagna che vogliamo scalare;

  5. Non si migliora da soli, per migliorare c’è bisogno di un team;

  6. È davvero sottile la linea che separa il voler aiutare gli altri ed imporre il proprio pensiero;

  7. Scegliere di fare la cosa giusta richiede tanta, tantissima, energia;

  8. Abbiamo sempre una scelta (e anche non scegliere è una scelta);

  9. Riuscire ad esprimere i propri bisogni è un altro superpotere;

  10. Per realizzare i desideri non basta immaginarli, dobbiamo anche avere chiaro in mente l’ostacolo che si pone fra noi e la meta. In questo modo veniamo spinti all’azione;

  11. L’importanza del sonno è sottovalutata; 

  12. Se leggi 20 pagine al giorno, in due settimane hai finito un libro di 300 pagine, in un anno puoi leggere 27 libri;

  13. Scrivere è come un relazione, bisogna nutrire entrambi ogni giorno, con amore, con dedizione, con presenza, anche quando non siamo ispirati;

  14. Nello sport, ma anche nel lavoro e nella vita, ho notato che ci sono due tipi di persone: c’è chi è convinto che esista una sincera possibilità di farcela e ci prova e chi deve essere consapevole di potercela fare per provarci. Non ho ancora capito in che modo una persona scelga uno o l’altro modo di approcciare le sfide della vita ed è un pensiero che mi porterò nel nuovo anno;

  15. Per il sottoscritto, i social media sono una tragicomica perdita di tempo e che miseramente fallisco regolarmente di abbandonare. Ci riproverò nel 2026.

Per il 2025 è tutto.
Anzi no, dimenticavo: cosa fai a capodanno?
Si scherza.

Da me, a te, ti auguro il bene.

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